Se ci avessero detto che il Chievo sarebbe andato a giocare la sesta giornata di campionato a Napoli con una distanza di un solo punto in classifica, avremmo temuto di essere su Scherzi a parte. Invece è tutto vero. Il Chievo vince e convince: batte il Sassuolo al termine di una partita tatticamente impeccabile e impartisce una straordinaria lezione di pragmatismo. La squadra di Maran rasenta la perfezione: sa far girar bene la palla in fase di possesso, chiude tutti gli spazi ed è abile e veloce nelle ripartenze. Non segneranno le punte, ma chiunque può andare a rete, grazie al lavoro di tutti i compagni. La squadra si muove all’unisono: uno per tutti e tutti per uno, proprio come le chiede il suo allenatore. Di fronte a tanto, il decantato Sassuolo di Di Francesco si fa piccolo piccolo e non tira praticamente mai in porta. Non ricordiamo infatti interventi decisivi da parte di Sorrentino. Bene così. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, la vera sorpresa del campionato è il Chievo. Questo è il verdetto della serata.

LA PARTITA – Chievo-Sassuolo è sfida nei quartieri alti del campionato: se dal Sassuolo europeo era lecito attenderselo, dal Chievo certamente no. La vittoria corsara a Udine ha portato entusiasmo a tutto l’ambiente. La squadra gira, ha carattere ed è pronta a giocarsela a viso aperto qualunque sia lo spessore e il blasone dell’avversario. Peccato che il colpo d’occhio del Bentegodi offra spalti desolatamente vuoti per una partita che meriterebbe ben altra attenzione. Per il turno infrasettimanale i due allenatori ricorrono al turnover: Maran dà spazio al rientrante Spolli al centro della difesa a fianco di Gamberini e a Rigoni nel centrocampo a tre con Castro e Hetemaj. Birsa  è confermato sulla trequarti a supporto di Meggiorini e Pellissier.  L’ex Floro Flores, ottimo il suo scorcio di partita a Udine, si accomoda in panchina. Nel 4-3-3 di Di Francesco la linea di centrocampo è composta dal trio Biondini, capitan Magnanelli, e Duncan.  Matri è la punta centrale affiancata da Defrel e il gioiellino di scuola romanista Federico Ricci. Nei tre precedenti, mai il Chievo è riuscito ad avere la meglio sul Sassuolo al Bentegodi.

Partita in sostanziale equilibrio, con il Chievo abile in fase di palleggio ad uscire dal pressing degli emiliani e proporsi soprattutto sulla corsia di destra dove giostra il tandem Cacciatore-Castro. Dopo venti minuti, Di Francesco perde Matri per infortunio e lo sostituisce con Iemmello, arrivato al Sassuolo per 2,3 milioni dallo Spezia dopo una stagione folgorante con il Foggia di De Zerbi. Il nuovo entrato non fa nemmeno ora a fare il suo ingresso che il Chievo sblocca la gara: su azione di calcio d’angolo, Luca Rigoni appostato nei pressi del limite l’area raccoglie una respinta e al volo batte di destro nell’angolino alto più lontano. Nulla da fare per Consigli. Gran gol. Passano sette minuti e il Sassuolo ristabilisce la parità: su un alleggerimento sbagliato di Hetemaj, Defrel si presenta solo soletto davanti a Sorrentino e lo infila. Tutto da rifare. Le emozioni non sono finite qui. Il Chievo di Maran è squadra tosta e cinica, e appena gli si presenta l’occasione affonda il colpo. Al 40′ Birsa batte un angolo da destra: la parabola pesca Castro che liberissimo infila di testa nel sacco. Il Sassuolo reagisce subito: allo scadere del tempo una legnata di Duncan finisce di poco sul fondo. Bel primo tempo, non c’è che dire.

Secondo cambio ospite in avvio di ripresa: Di Francesco sostituisce l’acciaccato Cannavaro con Antei. Ora il tema tattico del match vede il Sassuolo spingere e il Chievo arginare e agire prevalentemente di rimessa. Prova se ne ha al 58′ quando Birsa se ne va via in velocità e viene sgambettato da Biondini al limite dell’area. Giacomelli fa inspiegabilmente proseguire fra le proteste del pubblico. Serata sfortunata per gli emiliani: Duncan, dolorante a una caviglia, è costretto lasciare il campo. Al suo posto entra Politano. Sassuolo a trazione anteriore con quattro punte in campo. Di Francesco opta per il Rischiatutto e trasforma il 4-3-3 in uno spregiudicato 4-2-4. Maran risponde al 61′ inserendo Floro Flores per Pellissier. Passano dieci minuti e il tecnico trentino richiama Meggiorini per Inglese. Il Sassuolo prova a premere ma il Chievo è bravo e attento  non concedere nulla. Anzi, la miglior occasione è proprio dei gialloblù della diga: al 76′ Hetemaj imbecca Floro Flores defilato in aera, ma la sua conclusione in porta viene deviata in angolo da Antei. Ultimo cambio per Maran: al 79′ Radovanovic prende il posto del Pata Castro. Sul finire sale la pressione del Sassuolo, ma per la verità si rivela piuttosto sterile. La squadra di Di Francesco stringe il Chievo nella propria metà campo facendo però solo incetta di calci d’angolo e nulla più. E’ invece ancora al squadra di casa a farsi pericolosa all’88’ con una conclusione dal limite di Rigoni bloccata a terra da Consigli. Negli ultimi minuti il Chievo gestisce senza particolari sofferenze il risultato e vince con pieno merito. La banda Maran sfata il tabù Sassuolo, confeziona la seconda vittoria consecutiva, e vola a 10 punti in compagnia delle grandi del lotto ad appena due lunghezze dalla vetta occupata dalla Juventus. Storie come quella del Chievo rendono il calcio ancora più bello. Prossima puntata sabato sera a Napoli per un inatteso scontro al vertice. Ma chi l’avrebbe mai detto…? 

TABELLINO: Chievo Sassuolo 2 – 1
CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino; Cacciatore, Spolli, Gamberini, Gobbi; Castro (78′ Radovanovic), Rigoni, Hetemaj; Birsa; Pellissier (60′ Floro Flores), Meggiorini (70′ Inglese). A disp.: Seculin, Confente, De Guzman, Cesar, Izco, Sardo, Frey, Parigini, Bastien. All.: Maran
SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Letschert, Cannavaro (46′ st Antei), Acerbi, Peluso; Biondini, Magnanelli, Duncan (58′ Politano); Defrel, Matri (20′ Iemmello), Ricci. A disp.: Pomini, Pegolo, Pellegrini, Lirola, Mazzitelli, Terranova, Dell’Orco, Ragusa, Adjapong. All.: Di Francesco
ARBITRO: sig. Giacomelli di Trieste
RETI: 21′ Rigoni, 28′ Defrel, 40′ Castro
NOTE: ammoniti Biondini, Meggiorini.

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Giornalista pubblicista con una particolare attenzione alle vicende dell’Hellas Verona, squadra che segue da bambino, dopo aver collaborato con la redazione sportiva del giornale L’Arena di Verona , è passato al Corriere di Verona. A Marzo 2015 ha pubblicato il suo primo libro, THOENI vs STENMARK. L’ULTIMA PORTA (Edizioni Mare Verticale), dedicato al leggendario slalom parallelo della Valgardena che assegnò la coppa del mondo di sci del 1975. Alla fine dello stesso anno è tornato in libreria con IL CAMERIERE DI WEMBLEY (Edizioni In Contropiede) il romanzo della prima indimenticabile vittoria della nazionale italiana nel tempio del calcio inglese nel 1973.

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