Amara sconfitta interna per il Chievo che nel finale cede alla Lazio. Partita equilibrata a basse cadenze, condizionata dal caldo afoso. Spettacolo inevitabilmente mediocre. Terminato il primo tempo con un gol per parte, nei secondi 45 minuti la Lazio, pur senza strafare, ha premuto con maggior insistenza alla ricerca del bottino pieno. Il Chievo sembrava poter controllare, ma  quando il pari sembrava essere ormai cosa fatta, Milinkovic-Savic ha rotto l’equilibrio regalando tre punti generosi alla formazione romana. Punizione tutto sommato troppo severa per i ragazzi di Maran, che hanno pagato forse un eccesso di prudenza nella seconda parte di gara.

LA PARTITA  – Primo impegno casalingo della stagione per il Chievo che al Bentegodi ospita la Lazio, reduce da uno sbiadito pari all’olimpico contro la matricola Spal. Ancora indisponibile Gaudino, per Maran conferma la stessa formazione corsara di una settimana fa ad Udine. Dei nuovi si vede il solo Pucciarelli affiancare in attacco Roberto Inglese. Alle loro spalle come di consueto, Birsa. Risponde Inzaghi con un 3-4-2-1 con Ciro Immobile unica punta esistita da Milinkovic-Savic e Luis Alberto. Fa caldo e i ritmi inevitabilmente ne risentono, anche se il Chievo fa subito intendere di non accontentarsi di un punto. Lo stesso dicasi per gli ospiti, che dopo un inizio contratto, cominciano a farsi vedere dalle parti di Sorrentino. Inaspettatamente dopo dieci minuti sono proprio i biancocelesti a trovare il vantaggio con un’incornata di Immobile abile ad approfittare di un incertezza in uscita del portiere gialloblù su calcio d’angolo batto da Luis Alberto e colpire da pochi passi. Il Chievo, colpito a freddo, prova ad imbastire una reazione e al 14’ è Radu a salvare con una provvidenziale deviazione sopra la traversa su tiro-cross di Inglese. Insiste il Chievo al 28’ Castro di testa costringe Strakosha alla deviazione sopra la sbarra. Nulla di trascendentale, ma almeno ora il Chievo ha ritrovato coraggio e spreme con maggior determinazione. Attenzione però, che la Lazio in contropiede è velenosa: al 32’ Immobile fugge via, salta Sorrentino in uscita disperata, ma si allunga il pallone sul fondo. Un minuto dopo è il Chievo a raggiungere il meritato pari: batti e ribatti al limite dell’area laziale, la palla capita sui piedi di Pucciarelli che insacca con una botta di destro sotto la traversa. Il Chievo non si accontenta e al 37’ su punizione di Birsa, Castro spizza di testa il pallone verso il primo angolo ma Strakosha è attento a smanacciare in tuffo. Null’altro da segnalare fino allo scadere. Squadre negli spogliatoi a rifiatare e rinfrescarsi. Risultato sostanzialmente giusto.

Si riparte, nessun cambio. Il primo brivido lo offre la Lazio al 5’quando su cross dalla destra di Parolo, Immobile stacca e gira di testa sul fondo. Pronta la risposta in ripartenza del Chievo che con un sinistro a giro di Birsa costringe Strakosha a distendersi in tuffo a deviare in angolo. Ora è la Lazio a tenere l’iniziativa con il Chievo attento ad arginare gli spazi e pronto a ribadire di rimessa. Due cambi per Inzaghi: Leiva e Lulic lasciano il campo a Lukaku e il nuovo acquisto Caicedo. Quest’ultimo dà man forte ad Immobile in avanti nel 3-5-2 capitolino. Gli ospiti premono con maggior insistenza, il Chievo si chiude e riparte, cosa che gli è congeniale. Al 23’ è la Lazio a rubar palla e lanciare un contropiede concluso da una staffilata di destro di Basta sull’esterno della rete. Puntuale la risposta del Chievo un con bel colpo di testa di Inglese che termina di un niente a lato. La partita s’infiamma: al 25’ Immobile, servito da un gioco di prestigio di Milinkovic-Savic, avrebbe la palla buona ma non centra il bersaglio da comoda posizione. Che rischio per Sorrentino! Girandola di sostituzioni: alla mezz’ora Maran richiama Dainelli per Cesar. Risponde Inzaghi richiamando Basta per Marusic. Maran manda allora in campo Garritano per Pucciarelli, e Pellissier per Inglese. Il gran caldo si fa sentire, in ambo le squadre affiora la stanchezza. La Lazio mantiene maggiormente l’iniziativa, ma non costruisce nulla di particolarmente pericoloso per la porta di Sorrentino. Con la gara incanalata verso il più scontato dei risultati, la Lazio spezza l’equilibrio a due minuti dalla fine grazie ad una botta da fuori area di Milinkovic-Savic che infila Sorrentino. Manganiello ordina quattro minuti di recupero. All’ultimo minuto regolamentare Gobbi pesca con un calibrato spiovente dalla sinistra Castro che da ottima posizione colpisce di testa sul fondo. Era questa l’ultima occasione. Finisce qui, con una sconfitta che brucia e che punisce in modo esagerato la squadra di Maran. Un pari, a nostro avviso avrebbe meglio rispecchiato quanto offerto dal campo, sebbene nella ripresa un po’ di spavalderia in più da parte dei gialloblù della diga non avrebbe certo guastato.

TABELLINO:

CHIEVO VERONA (4-3-1-2): Sorrentino; Cacciatore, Dainelli (30′ st Cesar), Gamberini, Gobbi; Castro, Radovanovic, Hetemaj; Birsa; Pucciarelli (35′ st Garritano), Inglese (40′ st Pellissier). A disposizione:  Pavoni, Seculin, Bani, Jaroszynski, Bastien, Depaoli, Rigoni, Leris, Vignato. Allentatore: Maran.

LAZIO (3-4-2-1): Strakosha; Wallace, De Vrij, Radu; Basta (35′ st Marusic), Parolo, Leiva (15′ st Caicedo), Lulic (15′ st Lukaku); Milinkovic, Luis Alberto; Immobile. A disposizione: Vargic, Guerrieri, Bastos, Luiz Felipe, Crecco, Di Gennaro, Murgia,  Palombi. Allenatore: Inzaghi.

ARBITRO: Manganiello di Pinerolo.

MARCATORI: 11′ pt Immobile (L), 34′ pt Pucciarelli (C), 44′ st Milinkovic (L).

NOTE: Ammoniti: Wallace (L), Birsa (C). Angoli: 9-6 per il Chievo.

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Lorenzo Fabiano
Giornalista pubblicista con una particolare attenzione alle vicende dell’Hellas Verona, squadra che segue da bambino, dopo aver collaborato con la redazione sportiva del giornale L’Arena di Verona , è passato al Corriere di Verona. A Marzo 2015 ha pubblicato il suo primo libro, THOENI vs STENMARK. L’ULTIMA PORTA (Edizioni Mare Verticale), dedicato al leggendario slalom parallelo della Valgardena che assegnò la coppa del mondo di sci del 1975. Alla fine dello stesso anno è tornato in libreria con IL CAMERIERE DI WEMBLEY (Edizioni In Contropiede) il romanzo della prima indimenticabile vittoria della nazionale italiana nel tempio del calcio inglese nel 1973.

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