Lo sguardo pensoso, il naso arcuato, il cappello da turnista e il paltò quando fa freddo, la camicia e i pantaloni comodi di cavallo in primavera, le braghe corte d’estate. Osvaldo Bagnoli è stato tra i più geniali allenatori italiani del secondo dopoguerra. Ha segnato un’epopea con il Verona, trasformato da squadra di provincia sospesa tra la B e la A in formazione capace di vincere un leggendario scudetto, di raggiungere due finali di Coppa Italia e di raggiungere i quarti di Coppa Uefa. 7127474_1435379 Ha portato in Europa il Genoa, con cui ha vinto ad Anfield Road con il Liverpool, e all’Inter ha compiuto una rimonta sbalorditiva, arrivando a insidiare il successo in campionato di un Milan che pareva invincibile. Gianni Brera, solenne cantore prima ancora che sontuoso giornalista, lo chiamava Schopenhauer, come il grande filosofo tedesco, per quella sua espressione sempre riflessiva. Ha colto promozioni a Fano e a Cesena, ha esaltato giocatori che con lui hanno incantato e che raccontano, in “Il miracoliere”, la grandezza dell’uomo insieme a quella del tecnico. Un gran bel libro scritto da Matteo Fontana, firma del Corriere di Verona e della Gazzetta dello Sport. Prefazione di Roberto Beccantini. Editore Eclettica.

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Giornalista pubblicista con una particolare attenzione alle vicende dell’Hellas Verona, squadra che segue da bambino, dopo aver collaborato con la redazione sportiva del giornale L’Arena di Verona , è passato al Corriere di Verona. A Marzo 2015 ha pubblicato il suo primo libro, THOENI vs STENMARK. L’ULTIMA PORTA (Edizioni Mare Verticale), dedicato al leggendario slalom parallelo della Valgardena che assegnò la coppa del mondo di sci del 1975. Alla fine dello stesso anno è tornato in libreria con IL CAMERIERE DI WEMBLEY (Edizioni In Contropiede) il romanzo della prima indimenticabile vittoria della nazionale italiana nel tempio del calcio inglese nel 1973.

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