Sembrava una pratica già agli archivi alla fine del primo tempo, giocato decisamente bene da un Verona pimpante e reattivo. E invece sul vantaggio di 2-0, grazie ai gol di Luppi e Pazzini, la rete di Nicastro alla scadere ha riaperto la partita. Nel secondo tempo, sotto la pressione degli ospiti, il Verona ha cambiato faccia, si è smarrito, ha arrancato soffrendo tremendamente, senza mai trovare la via per ripartire. Quando i tre punti sembravano bene o male ormai in cassaforte, in pieno recupero è arrivata la rete del pareggio di Belmonte, lasciato colpevolmente libero davanti a Nicolas di colpire di testa da calcio d’angolo. Ancora una rete subita da palla inattiva. Comincia da essere uno stonato refrain per il Verona di quest’anno. Va detto che il Perugia, la miglior squadra vista finora al Bentegodi, il pareggio se l’è meritato tutto. Peccato, perché un vittoria avrebbe riaperto la via della fuga. E invece  il Frosinone rimane ancora lì a due punti. Domenica ci attende il derby a Vicenza dove saremo privi di Pisano e Pazzini entrambi in diffida e ammoniti. Prepariamoci alla battaglia.

LA PARTITA – Crocevia al Bentegodi. Il contemporaneo pareggio del Frosinone a La Spezia e la sconfitta interna del Cittadella ad opera della Spal possono aprire sereni orizzonti per il Verona. Prima però bisogna superare uno scomodo ostacolo, il Perugia di Christian Bucchi, squadra con gamba e polmoni che dopo un avvio di stagione incerto, ha trovato il passo giusto e si è assestata nei quartieri alti della classifica. Pecchia ritrova Pisano e Caracciolo in difesa; la novità di giornata è l’innesto di Valoti con il conseguente avanzamento di Bessa a comporre il tridente offensivo con Luppi e ovviamente Pazzini. Bucchi, dopo il pareggio interno a reti bianche con il Novara, si affida in fase offensiva al trio Guberti, Di Carmine e Nicastro. In cabina di regia Zebli con Brighi e Dezi ai suoi fianchi; davanti a Rosati pacchetto difensivo composto da Belmonte, Volta, Monaco e Di Chiara.

Partenza decisa del Verona che preme e schiaccia il Perugia nella propria metà campo. Dopo appena due minuti Valoti pesca in aera Bessa sul cui piattone Rosati vola a deviare. In fase difensiva Bucchi si copre lasciando il solo Di Carmine davanti in un 4-4-1 ad argine.  Quando trovano campo, gli ospiti non rinunciano comunque ad assumere l’iniziativa. Il Verona passa al 12′ a seguito di un’azione da manuale in sequenza tutta ad un tocco: Valoti imbecca Bessa che appoggia al centro per Luppi che di tacco mette dentro. Gol bellissimo e vantaggio meritato. Il Verona insiste e Romulo è anticipato d’un soffio quando è ormai pronto a spingere in rete un invito di Luppi dalla destra. Piace l’atteggiamento della squadra di Pecchia che in fase di contenimento pressa alta lasciando il solo Fossati qualche metro più arretrato davanti alla difesa. Al 25′ al termine di una pregevole manovra il Perugia pareggia con Di Carmine, la cui posizione di fuorigioco sul servizio di Dezi è prontamente segnalata dal guardalinee. Ora il tema tattico del match è cambiato: sono gli umbri a tenere il pallino, ma il Verona è abile a pressare in copertura ed è sempre pronto a ripartire. Puntualmente al 42′ arriva il raddoppio: Luppi dalla sinistra serve uno spiovente per Pazzini che controlla di petto e spedisce in rete di collo destro alla spalle di Rosati. Gol da bomber implacabile, che purtroppo salterà il derby di Vicenza per un giallo troppo severo mostratogli da Manganiello per un fallo veniale su Dezi.  Sul conseguente calcio di punizione allo scadere il Perugia accorcia le distanze con Nicastro che raccoglie la respinta della difesa gialloblù e infila Nicolas nell’angolino. Partita inaspettatamente riaperta. Si va così negli spogliatoi con il pubblico del Bentegodi che lancia strali all’indirizzo dell’arbitro di Pinerolo.

Il leit motiv non muta nella ripresa con l’undici del grifo intento a premere e il Verona attento a protezione del prezioso vantaggio, ma sempre più in difficolta ad uscire. Al 16′ Pecchia inserisce Zaccagni per Luppi e avanza la posizione di Romulo. Il Perugia si rende pericoloso al 19′ con una conclusione dell’ottimo Dezi che sibila la traversa. A metà ripresa Bucchi si gioca il tutto per tutto inserendo Acampora e Drole per Nicastro e Zebli. Il Verona non  esce dall’impasse, a Pecchia serve un po’ di gamba e manda in campo Fares per Bessa che sembra non gradire. Ma è sempre il Perugia a spingere: al 32′ Drole va via in slalom sulla sinistra, e da posizione defilata centra di destro il palo esterno.  L’allenatore gialloblù vede la squadra in difficoltà, e prova a dare una scossa richiamando Valoti e inserendo Siligardi con il conseguente ritorno di Romulo a centrocampo. La squadra è in palese affanno e soffre tremendamente non riuscendo a trovare modo di alleggerire la pressione umbra.. Il pubblico se ne accorge e la incita a gran voce. Manganiello chiama quattro minuti di recupero. Il Perugia stringe d’assedio il Verona, che non esce più, e nel recupero coglie il meritato pareggio con un colpo di testa di Belmonte su calcio d’angolo. Finisce così  al termine di una prestazione che lascia parecchie perplessità e altrettanti rimpianti in casa Hellas.

Queste le dichiarazioni di Pecchia a fine gara: “Grandissima rabbia soprattutto per il primo gol incassato. Dovevamo finire il primo tempo sul 2-0 e chiudere la gara. Per piccole cose stiamo rovinando una gran mole di lavoro. Sono molto arrabbiato per le nostre disattenzioni”. Stasera lo siamo anche noi.

 TABELLINO:

HELLAS VERONA-PERUGIA 2-2

Marcatori: 13′ pt Luppi, 43′ pt Pazzini, 45′ pt Nicastro, 47′ st Belmonte.

HELLAS VERONA (4-3-3): Nicolas; Pisano, Caracciolo, Bianchetti, Souprayen; Romulo, Fossati, Valoti (dal 34′ st Siligardi); Luppi (dal 17′ st Zaccagni), Pazzini, Bessa (dal 26′ st Fares).
A disposizione: Coppola, Boldor, Troianiello, Ganz, Maresca, Cappelluzzo.
All.: Pecchia.

PERUGIA (4-3-3): Rosati; Di Chiara, Monaco, Volta, Belmonte; Nicastro (dal 23′ st Drole), Brighi, Dezi; Guberti (dal 35′ st Bianchi), Di Carmine, Zebli (dal 23′ st Acampora).
A disposizione: Elezaj, Ricci, Del Prete, Alhassan, Mancini, Buonaiuto.
All.: Bucchi.

Arbitro: sig. Manganiello di Pinerolo.
Assistenti: sigg. Soricaro di Barletta e D’Apice di Parma.

NOTE. Ammoniti: Pisano, Zebli, Pazzini, Di Carmine, Volta, Belmonte. Spettatori: 13.314 (paganti: 3.118; abbonati: 10.196).

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Giornalista pubblicista con una particolare attenzione alle vicende dell’Hellas Verona, squadra che segue da bambino, dopo aver collaborato con la redazione sportiva del giornale L’Arena di Verona , è passato al Corriere di Verona. A Marzo 2015 ha pubblicato il suo primo libro, THOENI vs STENMARK. L’ULTIMA PORTA (Edizioni Mare Verticale), dedicato al leggendario slalom parallelo della Valgardena che assegnò la coppa del mondo di sci del 1975. Alla fine dello stesso anno è tornato in libreria con IL CAMERIERE DI WEMBLEY (Edizioni In Contropiede) il romanzo della prima indimenticabile vittoria della nazionale italiana nel tempio del calcio inglese nel 1973.

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