Un esame di maturità fallito, ma a testa alta.

A Firenze non è mai facile. Il Chievo ha il ricordo indelebile dell’esordio in serie A, con un’imprevedibile vittoria per 0-2, ma negli ultimi tempi ha sempre faticato, giocando l’anno scorso proprio al Franchi forse la peggior gara stagionale. Perché la Fiorentina è una squadra costruita, ben messa in campo, e con un allenatore in grado di preparare le partite. Il Chievo si è guadagnato il rispetto di tutte le avversarie, e visto l’ottimo esordio al Bentegodi, la Fiorentina è scesa in campo consapevole di dover faticare per portare a casa la vittoria, e di dover pensare anche a organizzare qualche mossa difensiva. Infatti la prova opaca di Birsa è figlia del poco spazio concesso allo sloveno, costantemente pressato negli ultimi 25 metri. Una sola conclusione e un solo assist tentato per lui nei 90 minuti.

Il Chievo ha giocato in generale la solita partita, cercando di difendersi bene e attaccando con molta calma senza sbilanciarsi. Questa mentalità provoca una partita molto tattica e bloccata. La Fiorentina sembrava fare fatica all’inizio, cominciando però pian piano a trovare soluzioni sulla destra con Tello, qualche raro spunto di Milic sulla sinistra, e soprattutto le percussioni centrali di Ilicic. Lo sloveno è stato tra i migliori. Sempre difficile da fermare, e in grado, con l’aiuto in appoggio di Borja Valero, di creare sempre scompiglio. Eppure le palle goal create non sono state molte.

Sorprendente il goal subito dal Chievo a metà primo tempo. Nella scorsa stagione sono stati pochi i goal subiti sulle palle aeree. Quello di Pisano nel derby, quello di Gilardino a Palermo, quelli di Chiriches e Rudiger nelle trasferte di Napoli e Roma, quello di Ciofani col Frosinone. Nessuno da calcio d’angolo diretto. Un blackout strano, complice una parabola perfetta di Ilicic, che ha portato a segnare un giocatore tutt’altro che alto. Comunque la reazione al goal c’è stata, ed è stata ben organizzata. Nell’intervallo Maran ha probabilmente chiesto un pressing più alto, una proposizione maggiore dei terzini, più coraggio. Complice un calo vistoso della Fiorentina, dovuto soprattutto alle tre sostituzioni forzate, nella parte centrale del secondo tempo il Chievo sembrava davvero poter pareggiare da un momento all’altro. È mancata qualità nei finalizzatori, perché le occasioni sul destro di Meggiorini per due volte, e sulla testa di Inglese, ci sono state.

Peccato perché il pareggio ci poteva davvero stare. Da sottolineare però la gestione degli ultimi 10 minuti da parte della Fiorentina, che con un possesso palla orchestrato da Borja Valero ha saputo difendersi tenendo la palla, facendo correre un Chievo che cominciava a non averne più.

Ora testa a Chievo-Lazio, che evoca dei ricordi pazzeschi: il tacco di Meggiorini, la doppietta di Paloschi, la punizione perfetta di Birsa. Speriamo che si ripeta uno spettacolo del genere!

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