“Sono soddisfatto a metà”. Così Fabio Pecchia commenta a fine partita un pareggio che sa di beffa. Il suo Verona semina tanto, ma torna da Salerno con un misero punticino. Alla luce di quanto si è visto, avrebbe potuto fare bottino pieno. L’Hellas gioca bene, piace, e mostra qualità tecniche nettamente superiori rispetto a una Salernitana che, oltre alla volontà, ha poco da offrire. Il risultato punisce forse eccessivamente la squadra gialloblù. Rimangono il rammarico per un’occasione sprecata e una lezione per il futuro: il fioretto va bene, ma quando serve, bisogna saper sguainare e colpire di spada.

All’Arechi sono in ventimila per una partita che attendono da cinque anni. Avevano promesso una bolgia. Poco ci manca. Un centinaio, sono i temerari arrivati da Verona. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Fabio Pecchia  conferma il consueto 4-3-3 con Nicolas in porta, linea difensiva formata da Pisano a destra, i due centrali Caracciolo e Bianchetti, Souprayen a sinistra; confermatissimo il trio di centrocampo con Fossati in mezzo, affiancato da Romulo e Bessa; in avanti gli esterni Luppi e Siligardi sono chiamati a dar man forte a Ganz, lanciato da Pecchia al centro dell’attacco. Sul fronte opposto, Sannino recupera il mancino difensivo Vitale, e conferma il 3-5-2 di La Spezia: Terracciano in porta;  difesa a tre con Mantovani, Schiavi, Bernardini, e Vitale; centrocampo con Laverone, il giovane talento Massimiliano Busellato, Odjer, Alessandro Rosina a fungere da faro, e Vitale; Coda e Donnarumma le punte.

La partita – Parte bene il Verona, che mostra di non sentire alcuna pressione. La squadra gioca tranquilla, fa girar palla con assoluta padronanza e dopo sei minuti va in gol: Bessa imbecca a sinistra l’indemoniato Luppi, che sguscia via e mette al centro per Ganz che controlla e gira di destro in rete. Gol da bomber di razza.  Fa molto caldo, ma la temuta bolgia dell’Arechi si trasforma in ghiacciaia. La Salernitana accusa il colpo: non la vede praticamente mai. Il Verona avrebbe la palla del raddoppio al 15′, quando su insistita azione dalla destra di Siligardi, Luppi va al tiro in girata, ma è bravo Terraciano a sventare. Reagiscono finalmente i padroni di casa, e al 26′ su azione da corner, Nicolas compie un mezzo miracolo deviando sopra la traversa una conclusione ravvicinata di Donnarumma. Scampato il pericolo, l’Hellas riprende a condurre le operazioni e al 38′ Siligardi, a compimento di un’azione corale da manuale,  fa partire una bordata che finisce di poco a lato. Il primo tempo si conclude con il Verona in pieno controllo.

Non cambia il refrain nella ripresa. Il Verona gioca elegantemente palla, si distende con azioni manovrate e dopo appena due minuti Romulo servito da Siligardi batte a rete dal limite: Terraciano alza in volo sopra la traversa. Al 14′ Pecchia richiama Siligardi e manda in campo Zuculini. Il Verona ha la partita in mano, potrebbe approfittare della situazione per affondare il colpo, ma in un eccesso di narcisismo finisce per specchiarsi nella propria bellezza. Nel calcio, si sa, non c’è mai nulla di scontato, e puntualmente, quando meno te lo aspetti, arriva il pareggio: al 16′ spiovente dalla sinistra di Vitale per Coda che a centro area stacca e batte di testa nell’angolino. Niente da fare per Nicolas.  L’Arechi s’infiamma ed esplode. Al 21′ Pecchia toglie Ganz, inserisce Gomez e avanza Romulo con licenza di offendere. I gialloblù riprendono il pallino e spingono alla ricerca del vantaggio. A dieci dalla fine Sannino opera il primo cambio: entra Zito per Busellato. Pecchia risponde mandando in campo Valoti per Bessa. Pinzani concede cinque minuti di recupero. All’ultimo minuto Valoti calcia una punizione dal limite: Vitale devia sul fondo con Terraciano battuto. Finisce qui, tra i rimpianti e qualche mea culpa.

TABELLINO: Salernitana-Hellas Verona 1-1

Marcatore: 6′ pt Ganz, 16′ st Coda.

SALERNITANA (3-5-2): Terraciano; Mantovani (dal 30′ st Tuia), Schiavi, Bernardini; Laverone, Rosina, Odjer, Busellato (dal 37′ st Zito), Vitale; Coda, Donnarumma (dal 43′ st Improta).
A disposizione: Iliadis, Ronaldo, Joao Silva, Della Rocca, Marchi, Caccavallo.
All.: Sannino.

HELLAS VERONA (4-3-3): Nicolas, Pisano, Bianchetti, Caracciolo, Souprayen; Romulo, Bessa (dal 39′ st Valoti), Fossati; Luppi, Ganz (dal 22′ st Gomez), Siligardi (dal 16′ st Zuculini).
A disposizione: Coppola, Troianiello, Cherubin, Zuculini, Zaccagni, Cappelluzzo, Valoti, Riccardi.
All.: Pecchia.

Arbitro: Pinzani di Empoli
Assistenti: Zappatore di Taranto e Intagliata di Siracusa

NOTE. Ammoniti: Pisano, Nicolas, Siligardi, Zuculini, Busellato, Coda. Spettatori: 19.709.

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Giornalista pubblicista con una particolare attenzione alle vicende dell’Hellas Verona, squadra che segue da bambino, dopo aver collaborato con la redazione sportiva del giornale L’Arena di Verona , è passato al Corriere di Verona. A Marzo 2015 ha pubblicato il suo primo libro, THOENI vs STENMARK. L’ULTIMA PORTA (Edizioni Mare Verticale), dedicato al leggendario slalom parallelo della Valgardena che assegnò la coppa del mondo di sci del 1975. Alla fine dello stesso anno è tornato in libreria con IL CAMERIERE DI WEMBLEY (Edizioni In Contropiede) il romanzo della prima indimenticabile vittoria della nazionale italiana nel tempio del calcio inglese nel 1973.

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