Ecco le principali dichiarazioni rilasciate da Fabio Pecchia nella conferenza stampa alla vigilia del big match con il Benevento di domani sera al Bentegodi.

«La sfida del Bentegodi? Per come arriva e per chi affrontiamo è la gara più importante dell’anno. Ci sarà bisogno di tutti, anche dei nostri tifosi, in grado di trascinarci, loro sono fondamentali anche per gestire i momenti difficili. Con tutto il rispetto per gli altri stadi, il Bentegodi è unico ed è capace di dare una forza straordinaria».

«La sfida col Benevento? La gara dell’andata faccio fatica a cancellarla, nonostante il risultato in quell’occasione si era visto un bel Verona, forse la prestazione più bella di quest’anno. Abbiamo giocato in 10 quasi tutta la gara e nonostante questo li abbiamo pressati per tutta la durata del match. Loro sono una squadra forte, non sono lì per caso: in attacco hanno qualità, inoltre difendono bene. Baroni? Ogni squadra cerca di sviluppare le proprie qualità, lui ha dato un’identità ben precisa al suo gruppo e verrà qui per giocarsela».

«Il modulo? Il 4-2-3-1 è un sistema che possiamo adottare ma abbiamo anche altre soluzioni, vorrei che la mia squadra diventasse ancora più brava ad abituarsi a cambiare a partita in corso. Pressione? Io penso alla giornata programmando il lavoro della squadra. Adesso penso solo al Benevento, il resto non esiste, dobbiamo affrontare questa gara con grande forza. Per la formazione c’è ancora tempo, domani ci alleneremo, non conta il modulo ma voglio un’identità chiara da parte di tutti i calciatori. Saranno indisponibili solo Ganz e Valoti, che sono ancora infortunati. Un commento sul mercato? Io mi occupo di allenare, il direttore invece ha il compito di costruire la squadra, valutando dove è necessario intervenire. Dietro eravamo contati e volevamo valutare bene la condizione di Albertazzi, credo che con l’arrivo di Alex Ferrari si sia risolta la situazione. Gomez? Per me i miei calciatori sono i migliori, conosco il percorso di Juanito e la sua condizione è in miglioramento, sono ancora convito che sarà importantissimo per noi. Fares? È un patrimonio del Club. Questa società vuole vincere valorizzando i giovani e questo è molto difficile in tutte le categorie. Fares deve avere pazienza, so che troverà spazio».

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Giornalista pubblicista con una particolare attenzione alle vicende dell’Hellas Verona, squadra che segue da bambino, dopo aver collaborato con la redazione sportiva del giornale L’Arena di Verona , è passato al Corriere di Verona. A Marzo 2015 ha pubblicato il suo primo libro, THOENI vs STENMARK. L’ULTIMA PORTA (Edizioni Mare Verticale), dedicato al leggendario slalom parallelo della Valgardena che assegnò la coppa del mondo di sci del 1975. Alla fine dello stesso anno è tornato in libreria con IL CAMERIERE DI WEMBLEY (Edizioni In Contropiede) il romanzo della prima indimenticabile vittoria della nazionale italiana nel tempio del calcio inglese nel 1973.

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