Il rugby è uno sport bellissimo che sa essere spietato. Ed è uno sport in cui è fondamentale quella dimensione che non è inscritta solo nel fisico, nel cuore, nelle mani, nella testa. Certo, tutto questo è indispensabile, ma la dimensione decisiva e’ quella che si chiama ‘spirito’. Lo spirito è quel miracolo che su di un campo di rugby ti consente a volte – e a certe proporzioni – di rovesciare il pronostico, di colmare il gap di fisico, tecnica e tattica. E’ quello che ha consentito domenica scorsa a Verona di tener testa ad un Firenze superiore e di inchiodarlo ad un match equilibrato.

Nella partita di ritorno giocata a Firenze, lo spirito giusto per una gara senza prigionieri, da dentro o fuori, l’hanno avuto i Medicei. Dal primo istante.
Feroci nei punti di incontro, esplosivi nei placcaggi, reattivi come molle sui palloni vaganti, imbattibili nell’uno contro uno, velocissimi nelle accelerazioni, spietati nel punire ogni erro- re ed incertezza, i gigliati hanno annichilito i ragazzi veronesi. Troppo tesi, troppo provati da una stagione lunga in cui ogni gara è stata una battaglia o troppo sorpresi dal fighting spirit toscano, gli scaligeri sono stati travolti già nei primi minuti. Travolti. Perché, come si diceva in apertura, il rugby poi non perdona; e se la squadra più forte ha anche lo spirito più forte, il divario diviene abisso, punendo anche oltre i demeriti l’altra squadra. Che non riesce più a essere se stessa. Come è accaduto al Verona.

Dopo sei minuti il punteggio era 14 a 0; dopo diciannove era 26 a 0. Quattro mete a nien- te. La partita era già decisa. Spaccata dalle impressionanti penetrazioni del centro toscano Rodwell – man of the match strameritato -, dai tempi perfetti della regia di Newton (capace di lasciare il segno anche con placcaggi fragorosi), dalle percussioni di Bottacci e Boccar- do e dalle carenze defensive e dai placcaggi mancati di Verona.

L’episodio chiave è caduto forse già al sesto minuto. Firenze – che ha recuperato il calcio di inizio, schiacciato a martello su ogni azione, recuperato un intercetto che avrebbe potu- to scrivere un altro inizio di Dunbar e già segnato con Bottacci smarcato da Taddei dopo un’arata di Rodwell portandosi sul 7 a 0 – è in difesa all’altezza dell linea di meta’ campo. Verona, sorretta dal tifo commovente di oltre un centinaio di tifosi (un pullman e tante macchine) e dalla voglia di reagire subito, manovra in attacco. Punto di incontro, ovale che sembra tranquillo sul versante neroverdeblu, ma improvvisamente due treni biancorossi rovesciano la ruck, rubano la palla, scaricano un calcione fino in area di meta ove arriva in volo Lubian per la schiacciata della seconda meta.

È la svolta, perché il rugby è anche uno sport di contagio: Firenze sale in trance agonisti- ca, Verona barcolla, perde le sue sicurezze. Un bel multifase scaligero nei 22 toscani vie- ne vanificato da un banale in avanti, sul recupero Rodwell è ancora devastante, tra i tre necessari per placcarlo trova un riciclo con sospetto di avanti (ma per l’assistente Vivarini è ok) che consente a Lubian di appoggiare l’asssit per Cerioni. che vale il terzo sigillo.

l quarto viene dal pack, che ruba una rimessa veronese e la trasforma in una rolling maul vincente . 26 a 0. E quando Verona in attacco vede un ovale interessante trasformarsi in un intercetto di Citi e l’ala toscana rompere quattro placcaggi e finire in meta una fuga di 50 metri, la partita è definitivamente andata. Anche perché Verona ha già perso tre uomini per infortunio – Rizzelli, Marco Neethling e Artuso.

Arriva finalmente una segnatura scaligera – maul avanzante da rimessa laterale schiaccia- ta da capitan Badocchi – , ma subito anche la risposta medicea. 40 a 5 al riposo. In avvio di ripresa i neroverdeblu provano a spingere, ma Cruciani – uno dei più attivi comunque, con Beltrame e capitan Badocchi – mangia un’occasione e Taddei marca dopo una spinta poderosa del pack il settimo sigillo. Verona trova la seconda segnatura con Rossi sempre col pack ma nel finale I Medicei dilagano; segnano tre mete nei cinque minuti conclusivi punendo i disperati tentavi scaligeri di attaccare per ridurre il divario. 69 a 10 il finale così. Trionfo meritato per i Medicei applauditi anche dal sindaco di Firenze giunto in tribuna, ap- plausi anche per i neroverdeblu dai sostenitori che non hanno mai cessato l’incitamento. In campo, le lacrime di delusione e rabbia di Badocchi, di D’Agostino e Cruciani e il sostegno della presidentessa Raffaella Vittadello. Perché una partita sbagliata non può cancellare e far dimenticare una stagione comunque bellissima. In cui la squadra, a dispetto di tante difficoltà e raffiche terribili di infortuni , ha saputo meritarsi una semifinale play off per l’ Eccellenza. Un percorso che non meritava una sconfitta così dura, ma il rugby sa essere ter- ribile. Ma sa sempre dare nuove opportunità. Il prossimo anno Verona può essere grande protagonista della serie A, ma dovrà avere una struttura di squadra ancora più solida, una soglia di tenuta più alta e una costanza anche mentale migliore. Ma questo gruppo di ragazzi ha un grande potenziale che può soltanto crescere.

Formazioni

Toscana Aeroporti I Medicei: Santillo, Lubian, Rodwell, Cerioni (16’ st Rios), Citi (9’ st Reale), Newton (9’ st Cosi), Taddei, Bottacci, Boccardo, Meyer (9’ st Fanelli), Ippolito (c) (1’ st Cemicetti), Maran (16’ st Savia), Battisti (9’ st Casini), Broglia , Cesareo (16’ st Zileri) All. Presutti, Martin

Verona Rubgy: Cruciani, Lindaver (9’ st Todini) , Venturini, Neethling M. (27′ Michelini), Beltrame (15’ st Bellini), Dunbar, Mariani, Badocchi, Artuso (28’ Pauletti), Cattina, Liboni (1’ st Braghi), Olivieri, Rizzelli ( 20′ Munteanu), Neethling R. (1’ st Rossi), D’Agostino (5’ st Balistrieri)

All. Zanichelli/Borsatto

Arb. Sig. Blessano (Treviso)
AA1 Vivarini
AA2 Brescascin
Calciatori: Newton (I Medicei) 6/8, Beltrame (Verona Rugby) 0/1, Reale (I Medicei) 3/5, Cruciani (Verona Rugby) 0/1,

Note: pomeriggio di sole con circa 23 gradi. Campo in buone condizioni. Circa 1500 spet- tatori presenti
Man of the Match: Rodwell

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Giornalista pubblicista con una particolare attenzione alle vicende dell’Hellas Verona, squadra che segue da bambino, dopo aver collaborato con la redazione sportiva del giornale L’Arena di Verona , è passato al Corriere di Verona. A Marzo 2015 ha pubblicato il suo primo libro, THOENI vs STENMARK. L’ULTIMA PORTA (Edizioni Mare Verticale), dedicato al leggendario slalom parallelo della Valgardena che assegnò la coppa del mondo di sci del 1975. Alla fine dello stesso anno è tornato in libreria con IL CAMERIERE DI WEMBLEY (Edizioni In Contropiede) il romanzo della prima indimenticabile vittoria della nazionale italiana nel tempio del calcio inglese nel 1973.

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