“Sono molto amareggiato. Dobbiamo crescere e acquisire concretezza”. Ha ragione Fabio Pecchia. Se qualcuno viveva nell’illusione di un campionato in carrozza, è stato portato bruscamente con i piedi sulla terra. La serie B è dura, sporca, ruvida, e infida. Il Verona cade a Benevento al termine di una partita che lo ha visto giocare in dieci, per la prematura espulsione di  Caracciolo dopo appena sette minuti. La squadra di Pecchia non ha rinunciato a cercare di imporre il proprio gioco, e almeno per mezzora ci è anche riuscita. L’Hellas gioca un bel calcio, ma ancora manca di pragmatismo e di cattiveria, qualità necessarie per affondare i colpi quando è il momento. Vincere sporco recita un vecchio refrain. In B è religione. Lo ha provato oggi sulla propria pelle il Verona, alla fine punito da un umile Benevento, abile a coprirsi e a sfruttare le occasioni che la compiacente difesa gialloblù (putroppo non è una novità) gli ha concesso.

LA PARTITA – Pubblico delle grande occasioni al Vigorito. Il Verona, oggi in completo blu, è un ospite di rango che suscita gran richiamo. Nutrita e sonora la rappresentanza della tifoseria gialloblù. Pecchia non cambia nulla, conferma l’undici di Salerno e porta Enzo Maresca in panchina. Sull’altro fronte, Il 4-2-3-1 di Marco Baroni prevede due mediani, Cibsah e Buzzegoli, davanti alla difesa a quattro; in avanti due esterni, Ciciretti e Melara, con il  trequartista Falco in supporto a Ceravolo, il colpo di mercato del club giallorosso.

Inizio tutto in salita per l’Hellas: dopo appena sette minuti Caracciolo, complice un malposizionamento di Bianchetti, frana su Ceravolo lanciato verso l’area di rigore e rimedia il rosso diretto. Nessun dubbio per La Penna. Pecchia sposta Pisano al centro della difesa a fianco di Bianchetti e manda Romulo in corsia esterna. Luppi e Siligardi sono chiamati a una partita di grande sacrificio. Nonostante l’inferiorità numerica il Verona prova comunque a fare la partita con personalità, stando attento a non esporre il fianco ai temibili contropiedi dei sanniti. Bessa dispensa palloni con la consueta eleganza; le chiavi del centrocampo sono sue. Il Verona, seppur su basse frequenze,  gioca bene, ma è il Benevento a creare un grosso pericolo in area gialloblù: al 27′ Fossati è bravissimo a togliere il pallone dai piedi di Ceravolo, pronto a battere a rete con Nicolas fuori causa. Risposta dell’Hellas al 34′: Luppi allarga sulla sinistra per Souprayen che in area fa partire un radente tiro-cross molto insidioso su cui nessuno è pronto ad avventarsi. Al 38′ il Benevento passa: Siligardi perde palla a sinistra, Falco gliela ruba, si accentra, salta Bianchetti e batte Nicolas dal limite. Al 39′ Baroni perde Melara e lo sostituisce con il macedone Jakimovski. Il Verona accusa il colpo e soffre sulle ripartenze dei padroni di casa. Si va al riposo a riordinare le idee.

Pecchia manda dentro Gomez per Ganz. Con un uomo in meno, l’argentino è più propenso a partecipare alla manovra. Si riparte. Dopo appena due minuti, Siligardi  avrebbe un buon pallone dal limite, ma conferma la giornata-no spedendo in curva. Insiste il Verona: al 3′ gran suggerimento di Bessa per Souprayen che da posizione decentrata fa partire un missile su cui è bravo Cragno a deviare in corner. Al 7′ Luppi va via e  porge una gran palla a Siligardi, la cui conclusione è deviata quanto basta sopra la traversa da un difensore. Adesso il Verona ci crede e spinge forte. Pecchia avanza ulteriormente la trazione mandando in campo Fares per Fossati. Romulo torna a dar man forte in mezzo a Bessa. Baroni richiama l’esausto Ceravolo e inserisce l’ex gialloblù Cissè. Tatticamente non cambia nulla. Pecchia rischia tutto: esce Silgardi (giornata-no) e lancia Cappelluzzo. Verona schierato col 4-3-2. Baroni si copre: toglie Falco e manda in campo De Falco con compiti di copertura. Affiora un po’ di comprensibile stanchezza tra le file gialloblù: la partita è uno sterile monologo del Verona, che insiste invano alla ricerca di un pertugio nel muro campano. Il Benevento si chiude nel fortino senza concedere nulla. Al 36′ chiude addirittura il conto: Fares sbaglia un banale controllo al limite dell’area (che ci faceva lì…?), Ciciretti ne approfitta e trafigge Nicolas per il 2-0 finale. Il Benevento vola a sette punti e festeggia. Il Verona scopre quanto dura è la vita in cadetteria. Speriamo la lezione sia servita. Si torna dalla doppia trasferta campana con la miseria di un punticino. La testa della classifica, dove veleggia lo stupefacente Cittadella, dista già cinque punti. Sabato prossimo contro l’Avellino conterà solo vincere.

TABELLINO:

BENEVENTO-HELLAS VERONA 2-0 

Marcatori: 38′ pt Falco, 36′ st Ciciretti.

BENEVENTO (4-2-3-1): Cragno; Venuti, Padella, Lucioni, Lopez; Chibsah, Buzzegoli; Ciciretti, Falco (dal 24′ st De Falco), Melara (dal 40′ pt Jakimovski); Ceravolo (dal 16′ st Cissè).
A disposizione: Gori, Pezzi, Del Pinto, Pajac, Bagadur, Gyamfi.
All.: Baroni.

HELLAS VERONA (4-3-3): Nicolas, Pisano, Bianchetti, Caracciolo, Souprayen; Romulo, Bessa, Fossati (dal 14′ st Fares); Luppi, Ganz, Siligardi (dal 22′ st  Cappelluzzo).
A disposizione: Coppola, Troianiello, Cherubin, Maresca, Zaccagni, Gomez, Valoti.
All.: Pecchia.

Arbitro: La Penna di Roma
Assistenti: Prenna di Molfetta e Opromolla di Salerno

NOTE. Espulso: Caracciolo al 7′ pt per fallo da ultimo uomo. Ammoniti: Bianchetti, Fossati, Lopez, Ciciretti.

 

 

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Giornalista pubblicista con una particolare attenzione alle vicende dell’Hellas Verona, squadra che segue da bambino, dopo aver collaborato con la redazione sportiva del giornale L’Arena di Verona , è passato al Corriere di Verona. A Marzo 2015 ha pubblicato il suo primo libro, THOENI vs STENMARK. L’ULTIMA PORTA (Edizioni Mare Verticale), dedicato al leggendario slalom parallelo della Valgardena che assegnò la coppa del mondo di sci del 1975. Alla fine dello stesso anno è tornato in libreria con IL CAMERIERE DI WEMBLEY (Edizioni In Contropiede) il romanzo della prima indimenticabile vittoria della nazionale italiana nel tempio del calcio inglese nel 1973.

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