Il “Capitano”: Emiliano Mascetti

Emiliano Mascetti è solo il secondo nella classifica delle presenze “all time” in maglia Hellas dietro Luigi Bernardo, primo con 337 partite disputate a cavallo degli anni ’20 e ’30. E’ il primo però per numero di presenze in serie A. Emiliano si è fermato, si fa per dire, a 330 ma per i tifosi è lui l’icona vivente, il simbolo, la bandiera tra tutti i calciatori che hanno vestito il gialloblu.00355608g
Regista di centrocampo, non velocissimo, ma dalla tecnica sopraffina, con il suo sinistro magico disegnava arte pura ed era capace di giocate incredibili tanto che nella sua stagione migliore (1977/78) stregò anche il grande Gianni Brera. “Giuan” lo propose addirittura per la Nazionale nonostante fosse ormai trentatreenne. Classico regista di centrocampo, dettava con grazia sontuosa i tempi del gioco e dai suoi piedi zampillava la manovra scaligera. Per tutti è stato, ma lo è ancora, il “Capitano”, protagonista della storia dell’Hellas per undici lunghi anni, caratterizzati da ben 232 presenze, contando soltanto la massima serie, condite da ben 35 reti. Una storia iniziata e terminata contro il Napoli; esordio il 29 settembre del 1968 al “San Paolo”, commiato al “Bentegodi” il 12 maggio 1979. Una carriera, dopo gli esordi con Como, la squadra della sua città, e Pisa, tutta dedicata all’Hellas, con un breve intermezzo nella Torino granata. Fu grande protagonista dell’ascesa scaligera, che fino a quel tempo contava solo una apparizione nella massima serie, nella stagione 1957/58. Architrave del progetto pensato dall’ambizioso Garonzi, che condusse l’Hellas alla massima serie, nella quale rimase per 10 dei successivi 11 campionati. Il buon Emiliano mise a disposizione della squadra le proprie doti di infaticabile mediano e di ottimo realizzatore, l’intelligenza tattica, la capacità di creare gioco, diventando così il leader della squadra e il beniamino dei tifosi.  Non a caso le sue migliori annate coincisero con i migliori campionati dell’Hellas, il 1972/73 e il 1978/79. L’anno successivo arrivò il declino, complici acciacchi ed infortuni e la squadra retrocesse in cadetteria, dove il nuovo allenatore, Fernando Veneranda, decise di puntare su una squadra giovane e veloce, caratteristiche che spinsero il “Capitano” tra i comprimari. Inevitabile, a fine anno, la decisione di appendere la scarpette al classico chiodo.

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Ma non l’esperienza in gialloblu, infatti la società offrì ad Emiliano il ruolo di direttore sportivo e lui ripagò alla grande la fiducia costruendo, anno dopo anno, pezzo dopo pezzo, la squadra che avrebbe stupito il mondo conquistando uno scudetto incredibile, ma vero. Galderisi, Di Gennaro, Tricella, Fanna ma soprattutto Briegel ed Elkjaer sono i diamanti portati al “Bentegodi” . Terminata l’esperienza nella città di Giulietta e Romeo, lavora alla Roma, all’Atalanta ed alla Sampdoria, ma questa è un’altra storia.

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