Capitano mio capitano. Con l’avvicinarsi di due partite molto delicate per il proseguo di questa stagione, gli scontri diretti con Spal in casa e Frosinone in trasferta, Giampaolo Pazzini da vero leader suona la carica. Ecco le sue parole nella conferenza stampa di oggi pomeriggio nella sede di Via Belgio:

«Decisive le sfide con SPAL e Frosinone? No, mancano ancora tante partite, ma saranno importanti per riguadagnare entusiasmo e fiducia. Sono due belle squadre che stanno facendo grandi cose, mi aspetto due belle gare, serve davvero una svolta se vogliamo raggiungere il nostro obiettivo. Se Floccari in B vale Pazzini? Sicuramente è un giocatore importante, lo era in Serie A e anche in B può fare bene, dovremo stare attenti. Credo sia un bene per il campionato cadetto che ci siano giocatori come lui. Delle due credo sia più importante quella con la SPAL perché arriva prima, la squadra ha voglia di cancellare la brutta partita di Avellino e ripartire, in casa abbiamo un passo diverso e dobbiamo sfruttare a dovere il fattore Bentegodi, serve un atteggiamento diverso. Così non va, possiamo fare di più. Alle prime difficoltà dobbiamo reagire da squadra. Un commento sulla SPAL? All’inizio hanno li ho visti bene, hanno fatto acquisti mirati e avevano l’entusiasmo della neopromossa, in rosa avevano tanti giovani e pensavo che potesse fare bene. La loro classifica è meritata, in più non hanno pressioni, coltivano il sogno di andare su, che è un peso ben differente a chi deve andare su. Poi, se compri giocatori importanti, fai più fatica a nasconderti…»

«Il nostro momento? Stiamo facendo fatica, sappiamo che andando avanti così non si vince il campionato. Serve continuità di rendimento, costanza e aggressività. Il Verona ha le capacità per ripartire e anche le possibilità. Noi troppo fragili? La preoccupazione deriva dal fatto che oltre ai risultati non sono arrivate le prestazioni: si può perdere qualche partita, ma non senza una reazione. All’interno dello spogliatoio ci siamo parlati e abbiamo cercato di capire i motivi, siamo i primi a sapere che così non può andare. Verona a due facce? Le prime 12/13 partite abbiamo offerto un calcio molto bello, vincere sembrava troppo facile, si parlava di un Verona che avrebbe vinto il campionato a gennaio e forse questi complimenti esagerati ci hanno fatto male. Avevamo un vantaggio in punti che ora non c’è più, non possiamo più sbagliare.  Il fatto è che nessuno ci ha regalato niente, quello che abbiamo fatto ce lo siamo conquistati sul campo. Dobbiamo tornare ad essere quelli di prima, con cattiveria e continuità, perché quando c’è un calo si fa fatica in ogni categoria. Pecchia? Il mister sta cercando di fare le cose come sempre, normale che in campo ci vadano i calciatori e quindi ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. E’ complicato ma dobbiamo tornare ad essere quelli di prima».

«Verona Pazzini-dipendente? Se i numeri suggeriscono questo è perché la squadra mi mette in condizione di segnare e fare bene, ad ogni modo non credo, a Latina c’ero eppure non è stata una buona gara, spero di dare una grande mano ancora a questo gruppo, voglio farlo. In campo e in spogliatoio cerco sempre di dare una mano, di spronare. Ci sono tanti giovani che hanno bisogno di essere rassicurati e a volte stimolati, cerco di dare il meglio possibile per dare aiuto alla squadra. Per me è stata una scelta bella, quella di calarmi in una realtà nuova».

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Giornalista pubblicista con una particolare attenzione alle vicende dell’Hellas Verona, squadra che segue da bambino, dopo aver collaborato con la redazione sportiva del giornale L’Arena di Verona , è passato al Corriere di Verona. A Marzo 2015 ha pubblicato il suo primo libro, THOENI vs STENMARK. L’ULTIMA PORTA (Edizioni Mare Verticale), dedicato al leggendario slalom parallelo della Valgardena che assegnò la coppa del mondo di sci del 1975. Alla fine dello stesso anno è tornato in libreria con IL CAMERIERE DI WEMBLEY (Edizioni In Contropiede) il romanzo della prima indimenticabile vittoria della nazionale italiana nel tempio del calcio inglese nel 1973.

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